Gli Enti Locali sono un fondamentale presidio istituzionale.
Le aree metropolitane sono un importantissimo fattore di sviluppo

Sempre più chiaramente, il XXI è il secolo delle città e delle grandi aree metropolitane. Per la prima volta nella storia dell’umanità, viviamo in un pianeta urbano. Le città sono in crescita esponenziale. Il mondo si sta coagulando sempre di più nelle grandi metropoli, il futuro dello sviluppo globale si concentrerà sempre di più nelle aree urbane. Le grandi città concentrano ormai anche gran parte della ricchezza prodotta sul pianeta e consumano la stragrande maggioranza delle risorse naturali. L’economia mondiale è trainata, in maniera in alcuni casi decisiva, dalla competizione tra aree urbane, che determina in molti casi la competitività di un Paese. Tutte le sfide della contemporaneità – dalla sicurezza all’accoglienza, dalla rigenerazione urbana alla pianificazione strategica, dalla mobilità all’economia circolare, dall’educazione all’innovazione, dal lavoro all’inclusione sociale e alle periferie – si giocano, soprattutto, nelle città. Che ne amplificano rischi e opportunità. Le città sono il luogo in cui emergono i problemi, ma anche quello dove si trovano le soluzioni.

Per questo il tema delle città, deve tornare in alto nell’agenda della politica, perché, lontano dalla polemica quotidiana, è lì che si gioca la partita fondamentale del nostro futuro. La politica può ritrovare il suo senso più nobile tornando alla sua origine etimologica: vita nella città, appunto. I programmi di intervento dell’Unione Europea, la letteratura accademica, i rapporti dell’OECD e tante altre esperienze internazionali suggeriscono la dimensione metropolitana come la migliore per gli interventi di sviluppo locale. Laddove si concentrano le principali risorse umane, finanziarie, infrastrutturali nei diversi Paesi. Il mercato del lavoro ha una scala decisamente superiore a quella comunale, le reti di mobilità, le specializzazioni industriali – come quelle concentrate nelle aree distrettuali – assumono sempre più una scala superiore a quella cittadina e inferiore a quella regionale. In tutta Europa, la dimensione metropolitana è quella di maggior successo nei progetti di rigenerazione urbana: lo dimostrano i casi di Barcellona, Manchester, Marsiglia.

La qualità della vita dei cittadini, la semplificazione burocratica, la distribuzione di scuole, atenei, presidi sanitari, il trasporto integrato, la resilienza ai cambiamenti climatici, la sostenibilità della filiera dei rifiuti, le crescenti diseguaglianze, l’invecchiamento della popolazione, sono tutte sfide da gestire a livello metropolitano. E, d’altra parte, la presenza di metropoli forti favorisce anche un migliore sviluppo delle aree periferiche che trovano in esse naturali punti di riferimento sia a livello di mercato che di servizi.

La situazione economico-finanziaria dei Comuni sta mostrando sempre più criticità, derivanti in larga misura da provvedimenti centrali errati, necessitando quindi soluzioni non più procrastinabili. Negli ultimi anni si è assistito ad un proliferare di provvedimenti che hanno messo continuamente in discussione il consolidamento dei dati di cassa. Accompagnata dalla difficoltà che hanno gli Enti nella riscossione delle proprie risorse tributarie, tale situazione crea numerosi disagi di gestione e ritardi nei pagamenti che andrebbero, invece, per normativa, effettuati entro trenta giorni. Questo è tanto più vero in chiusura d’esercizio, quando alla necessità di rispondere ad una maggiore pressione da parte dei fornitori, si aggiunge quella di dover pagare le tredicesime e la rata a saldo dei mutui, oltre al problema del rientro, entro fine anno, dell’anticipazione di tesoreria. Preoccupazione desta anche nei Comuni la difficoltà di individuare, a scadenza contrattuale, un nuovo istituto “tesoriere”. Con la centralizzazione dei flussi di cassa si è registrata una scarsa appetibilità nella gestione delle tesorerie comunali, in quanto le banche si sentono trattate come dei veri e propri passacarte per conto di Banca Italia, senza avere alcuna possibilità di gestire la liquidità dei Comuni, tuttavia con sempre maggiori responsabilità. Tutto ciò a scapito dei Comuni stessi. Si aggiunga, inoltre, il mancato riversamento dell’IMU entro il 31 dicembre (che crea, oltre ad una difficoltà nella programmazione dei pagamenti, anche un paradosso nel crearsi un residuo oggetto di quantificazione nel Fondo crediti dubbia esigibilità), ecco che la realtà appare davvero pesante per gli Enti. Ecco perché vanno adottate subito nuove azioni, non dimenticando che i Comuni rappresentano l’Ente più vicino e prossimo alle istanze e ai bisogni dei cittadini.

Lo stop al referendum del 2016 ha interrotto la riforma istituzionale degli enti locali che va comunque completata. Abbiamo le città più antiche e più belle del mondo, non abbiamo nulla da invidiare a nessuno, se investiamo su quelle città e facilitiamo il funzionamento degli enti locali, investiamo sull’intero Paese. Le città sono oggi una chiave indispensabile per portare l’Italia nel futuro che merita. Insieme.

#sempreavanti -22 Giorni 0 Ore 6 Minuti 28 secondi al Congresso
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