Non esistono soluzioni semplici a problemi complessi

Per ogni problema complesso esiste una soluzione semplice, ma è una soluzione sbagliata. Sfortunatamente i problemi complessi richiedono soluzioni complesse. Lo dicono la scienza, l’esperienza politica e professionale, la difficoltà di operare all’interno di organizzazioni e istituzioni politiche nazionali e sovranazionali. Lo dice l’esperienza quotidiana di ciascuno di noi. Questa è la principale differenza tra riformismo e populismo. Chi offre soluzioni semplici sta ingannando il suo popolo: vale per la politica economica, per la giustizia, per la politica estera, per le infrastrutture, per la sicurezza, per la protezione dell’ambiente e della salute.

Il messaggio dei populisti chiaro: i problemi irrisolti che vi angustiano – l’immigrazione senza integrazione, il terrorismo fondamentalista islamico, la disoccupazione tecnologica – sono semplici, non complessi. Quindi, se le élites non li risolvono, delle due l’una: o sono corrotte o sono parte di un complotto ordito dall’esterno contro il Paese ed il popolo. Più probabilmente, sono entrambe le cose. dunque inutile, anzi, dannoso cercare le cause e arrovellarsi su difficili soluzioni dei problemi stessi. Basterà individuare i colpevoli. E sostituirli – nell’esercizio della direzione politica, che tornerà nalmente “potente” – con chi espressione genuina del popolo vero. Avvenuta questa sostituzione, ogni ostacolo di tipo istituzionale – le autorità indipendenti, la Corte Costituzionale, la Corte dei Conti, la magistratura, fino alle opposizioni parlamentari e alle autonome forze sociali – dovrà essere messo in condizione di non nuocere al pieno attuarsi della volontà del popolo vero, di cui i populisti vogliono assumere monopolistica rappresentanza (secondo la definizione del politologo Jan-Werner Muller).Se questa la natura dell’avversario che da riformisti abbiamo di fronte – in tutti i grandi Paesi occidentali, e in particolare in Italia, dove l’a ermazione dei nazionalpopulisti stata più netta – la nostra funzione non può e non deve essere quella di chi tenta di “addomesticare” il populismo, alleandosi con tutto o parte di questo schieramento, ma quella di costruire una credibile alternativa di governo, capace di dimostrare e convincere che la democrazia liberale è la forma di stato migliore per rispondere alle aspettative dei cittadini.

Insomma: mai coi cinque stelle, mai con la Lega. Senza se e senza ma. E, tuttavia, occorre conoscere i problemi così bene da essere in grado di semplificarli, senza mentire. Le soluzioni comunicate in maniera complessa, anche se migliori, rischiano di non prevalere su quelle sbagliate, ma comunicate in maniera semplice. Bisogna scendere dalla cattedra e puntare ad essere compresi, non solo ad apparire competenti. In questa direzione dobbiamo ancora fare molta strada, anche pretendendo che i colossi del web tutelino di più e meglio i cittadini dalle bugie che circolano in rete e che finiscono per influenzarne le opinioni e gli orientamenti.

#sempreavanti -22 Giorni 0 Ore 29 Minuti 54 secondi al Congresso
Leggi la mozione